Perfetto su Nintendo 3DS: Animal Crossing New Leaf

Pubblicato il da battaussie


 

 

Prezzo 39,90 euro

Genere: simulazione
Piattaforma: 3DS
Sviluppatore: Nintendo
Disponibilità: giugno 2013


Probabilmente Animal Crossing non verrà mai nominato accanto a Mario e Zelda tra i marchi più famosi di Nintendo, ma questo non vuol dire che non meriti questo riconoscimento. È un titolo molto particolare, che evita violenza, azione e combattimenti e ha saputo conquistare una propria nicchia di appassionati, una nicchia di circa 11 milioni di persone.

Tante sono state infatti le copie vendute dal titolo quando approdò su Nintendo DS, e questo Animal Crossing: New Leaf, sembra indirizzato sullo stesso cammino, visto che è stato il primo gioco per il 3DS ad aver superato i due milioni di copie in Giappone (e ormai siamo oltre 3) e altrettanto ci si aspetta dalle vendite europee e americane, non male per un gioco senza spade, magie, mostri e sangue.

Se avete mai giocato a un titolo della serie, sapete più o meno cosa aspettarvi da New Leaf, visto che il gioco non si discosta per niente dai canoni dei titoli precedenti.

È vero pur vero che sotto il cofano sono presenti alcune piccole migliorie tecniche: una maggiore personalizzazione del proprio alter-ego, più insetti, pesci, e abitanti, l’interfaccia è stata ottimizzata per consentire una navigazione più rapida, ma in fin dei conti è il classico more of the same, anche se questo non gli impedisce di essere il miglior capitolo della serie, compresso in un comodo e portatile formato.

Se non avete mai giocato un Animal Crossing prima d’ora, il gioco potrebbe essere riassunto come una simulazione di vita in cui dovete muovere il vostro avatar in giro per un mondo colorato e felice, compiendo una serie di azioni e amministrando la città. Non ci sono segreti, mostri, missioni pericolose o dungeon da eplorare, le giornate scorrono pescando, parlando con gli altri abitanti, raccogliendo fondi per le opere pubbliche, organizzando feste e altre amene attività.

Potete abbellire la città, sviluppare delle relazioni di amicizia con gli altri abitanti, aumentare e arredare la vostra casa, cercare di collezionare ogni specie animale e vegetale, ma non c’è una missione principale o un obiettivo fissato. Volete creare una fontana, raccogliendo i fondi tramite la vendita di animali rari? Fatelo. Volete abbellire il museo locale con dei fossili? Ok. Volete dare una festa? Nessun problema. Non volete fare nessuna di queste cose e stare tutto il giorno sul molo con la canna da pesca, mentre la gente si chiede che fine avete fatto? Andata. Animal Crossing: New Leaf è pieno di cose da fare, ma nessuno vi spingerà a farle, il risultato è un gioco perfetto per una console portatile, rilassante e divertente, che si adatta al vostro ritmo e ai ritagli di tempo della vostra vita, senza alcuna pressione.

Animal Crossing non è SimCity, non assomiglia neppure a The Sims. Il fallimento non è un’opzione contemplata e il successo si misura solo in base a ciò che soddisfa il giocatore, non il gioco.

Ci sono ovviamente piccole eccezioni a questa regola generale, come i festival, in cui bisogna completare degli obiettivi in un tempo relativamente breve, o quando all’inizio del gioco vi ritrovate un piccolo mutuo da estinguere prima di poter ampliare la casa (certe cose non si scampano neppure nei videogiochi), ma sono tutto sommato degli espedienti per farvi scoprire tutto ciò che potete fare nel gioco, più che degli imperativi categorici.

Certo, per fare qualunque cosa ci vogliono dei soldi, che si possono ottenere vendendo ciò che raccogliete, ma tutto sommato i prezzi sono abbastanza favorevoli da farvi accumulare le monete necessarie in un prezzo ragionevole. Tutto ciò rende Animal Crossing: New Leaf un titolo molto rilassante.

Se non riuscite a vivere senza una sfida potreste avere qualche problema di adattamento, ma se per voi il gioco è l’anima del cazzeggio, vi sentirete subito a casa.

Personalmente ho passato i primi giorni a cercare fossili per il museo e conchiglie da rivendere, per poi passare alla pesca e alla raccolta di fondi per ampliare la mia casa, considerando che di solito passo il mio tempo nei videogiochi uccidendo qualcuno, è stato un bel cambiamento, di cui non mi sono neppure reso conto, è c’è voluta tutta la capacità di persuasione del mio assistente per farmi tornare ai miei doveri di sindaco.

Sì perché la principale differenza rispetto ai capitoli precedenti è che in New Leaf non potrete cambiare solo l’aspetto della vostra casa, ma quello dell’intera zona, grazie a ordinanze e opere pubbliche, che andranno finanziate con i soldi vostri e dei cittadini.  Le ordinanze sono piccoli cambiamenti allo stile di vita dei vostri cittadini che possono tornarvi utile per il vostro stile di gioco, ad esempio, visto che il gioco segue l’orologio della console, e di notte i negozi sono chiusi, potreste diramare un’ordinanza che permette loro di rimanere aperti anche dopo le otto di sera, mentre le opere pubbliche sono semplici abbellimenti che renderanno la loro permanenza più piacevole.
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New Leaf fa anche un buon uso delle funzioni di comunicazione del 3DS, ad esempio, le magliette possono essere trasformate in codici scansionabili per mandarle agli amici, che possono anche visitare la nostra città, si possono avere anche più persone che vivono nella stessa città e sfidarle in gare di pesca o altri minigiochi.

Animal Crossing: New Leaf rappresenta dunque uno strano animale nel panorama videoludico moderno, una sorta di oasi in cui ritirarsi dopo aver ucciso orde di zombie, sconfitto draghi e pavilion dv6000 battery scombinato i piani di dominazione del mondo di qualche superpotenza malvagia, un posto che si adatta a ciò che volete fare, che non mi forza a fare niente, e riesce vi spinge a provare tutto.

Bollarlo come un gioco per bambini con grafica infantile sarebbe riduttivo, è un titolo nato per non per accelerare i battiti del vostro cuore, ma per calmare la vostra mente. Prendetelo come quel momento di pace che si avverte una volta tornati a casa, quando il lavoro è fuori dalla porta e potete dedicarvi solo a voi stessi (se siete tra i fortunati che possono farlo), perché fare il sindaco non è mai stato così rilassante.

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